UN MODO “SUI GENERIS” PER SFRUTTARE LE RISORSE DEL MARE E FARE SVILUPPO SOSTENIBILE.

Nel dicembre 1995 nasce a Taranto l’Associazione Culturale F.E.M.A.- Fauna Ecologia Mare Ambiente ad opera di un piccolo gruppo di persone desiderose di trovare un riscatto ed un inserimento nella società dopo esperienze negative(prigione,tossicodipendenza ecc.)Un altro punto di partenza dell’Associazione è stato l’attaccamento al territorio anche nel riconoscimento della grande ricchezza che da esso si può ricavare a seguito delle sue caratteristiche idrogeografiche ed in particolare di Mar Piccolo su cui si sono concentrati i primi studi.Fare sviluppo sostenibile è possibile e noi lo possiamo dimostrare teoricamente e materialmente.Le nostre teorie possono essere sostenute da persone qualificate che invitiamo già da adesso,come :ambientalisti,biologi,etologi,etnologi,naturalisti,evoluzionisti,filosofi ed economisti ed altri del mondo sociale.La nostra idea si potrebbe chiamare “pesce in gabbia”.Si tratta di una gabbia ideata progettata,costruita,collaudata e brevettata nel lontano 1 dicembre 1995.Essa consiste in un prototipo innovativo di allevamento di biomassa marina nella fattispecie pesci selvatici allo stato brado e nutriti naturalmente dagli organismi marini.Tutto ciò in sintonia ed in equilibrio con l’ambiente marino(che ne ha tanto bisogno).Non vogliamo prolungarci oltre,vogliamo aggiungere qualcos’altro ai nostri concittadini:vogliamo che sappiano che Taranto è la città potenzialmente più ricca del mondo e non esageriamo affermando questo.In proposito,è stato documentato da uno scienziato teorico di biomassa marina,che(il mare tutto)è capace di donare a noi biomassa proteica paragonandola ad animali terrestri l’equivalente 3 miliardi di bovini adulti perdendo solo l’1%della sua ricchezza.Pertanto signori,occupando soltanto 20 mc3 di mare in un anno o poco più si può ricavare dallo stesso l’equivalente di un bovino ovvero sia 600/700 kg.di pesce.Pertanto a Taranto se c’è disoccupazione è perché si produce poco e male.Un invito agli amministratori di Taranto se veramente si vuole aiutare la nostra città a farla rifiorire come ai vecchi tempi,sfruttiamo meglio e di più la nostra risorsa inesauribile che è il mare.Verificata così la possibilità di una grande ricchezza  vera perché se ben sfruttata si riproduce e quindi è inesauribile al contrario dei giacimenti terrestri.Il passaggio alla produzione ha portato nel dicembre 2000 alla nascita della cooperativa sociale di fascia B denominata “F.A.M.E.” Fauna Ambiente Mare Ecologia (di doppio,evidente significato)che ha assolto gli obblighi burocratici necessari richiesti: specchio acqua,iscrizioni varie occorrenti.L’impegno nel sociale è sancito e sottoscritto nello statuto dell’Associazione prima e della cooperativa dopo, fa sì che si voglia provare a mettere a disposizione della fascia disagiata della popolazione tarantina(sempre troppo ampia)questo sistema di produzione di proteine nobile che nella sua semplicità derivante da un patrimonio di conoscenza accumulato(dimenticavamo i mezzi tradizionali)è stato definito rivoluzionario.Molti ostacoli abbiamo superato e altri li supereremo,unico intoppo inspiegabile al momento riguarda il via libera della Capitaneria di Porto in quanto l’ultimo sopralluogo fatto dalla stessa avvenuta il 18 gennaio 2002 è da allora solo silenzio.

Pertanto la nostra compagine ha dimostrato con fatti che Mar Piccolo è la vera e unica fonte di ricchezza della nostra citta e invitiamo i cittadini tarantini a puntuare sul presente e sul futuro a questa inesauribile fonte di ricchezza che la natura ci ha gratuitamente donato.

L’ILVA e le altre industrie portano solo morte e illusioni ai giovani.La nostra cooperativa crede in quello che sta facendo e farà di tutto per rendere partecipe l’intera comunità.

 

Taranto, 5 luglio 2002