MARICOLTURA
Maricoltura vuol dire
coltivare il mare ma quanti ne sono capaci?che io ne sappia
quelli che lo fanno senza alterare gli equilibri si possono
contare sulle dita di una sola mano.Nel mio personale elenco non
includo il nuovo se esiste o il vecchio sistema di
pescicoltura,visto che di naturale non ha proprio niente.Quello
che mi preoccupa seriamente e che dovrebbe preoccupare tutti è
il chiedersi;come mai questa scienza maricoltura non ha avuto la
stessa evoluzione delle altre scienze?certamente i motivi saranno
molti ma volendoli sintetizzarli al massimo direi che o non
cè volontà che si naturalizzi tutto il processo o non si
è veramente capito niente.Una cosa è certa,i così detti
esperti titolati con laurea a mio avviso brancolano nel buio o
per meglio dire,brancolano nelloceano.Codeste mie parole
potrebbero ferire lorgoglio dei suddetti ma è poca cosa al
male che hanno causato alluomoe allambiente in genere
continuando a gestire scientificamente questa realtà con i
metodi attuali.Non voglio prolungarmi oltre vorrei soltanto
sottolineare uno studio fatto da uno scienziato che non ricordo
il nome il quale ha calcolato la biomassa che produce il mare,
perdendo solo l1%della sua potenzialità.Ebbene il mare
produce biomassa pari e in equivalente e 3 miliardi di bovini
adulti si può solo immaginare questa ricchezza produttiva,io
credo per esperienza diretta che ha ragione e probabilmente (i
bovini)possono essere qualcuno in più.I miei studi partono
dallera preistorica,esattamente 10-11 mila anni fa ovvero
da quando gli uomini smisero di essere cacciatori raccoglitori e
si dedicarono allagricoltura e
allallevamento.Domanda;se questi nostri antenati riuscirono
praticamente con le sole mani a coltivare la terra e allevare
animali,noi scientificamente e tecnologicamente avanzati come non
mai potremmo fare di più e meglio?risposta per necessità e per
passione io ho seguito le loro tracce e utilizzando un sistema
naturale riesco a produrre 700 kg.di pesce peso medio di un
bovino utilizzando un limitato specchio acqua e avvalendomi
dellarte povera e lintelligenza delluomo
coltivo il mare che posso definire senza essere smentito sviluppo
sostenibile visto che praticamente non ho alcun costro di
mantenimento alimentare salvo quello della struttura gabbie tutto
avviene secondo natura i tempi di crescita sono sicuramente
inferiori dato che oltre che ad alimentarsi da soli,gli alimento
ulteriormente il tutto il mare stesso.In questi 5 anni vissuti in
mare ho appreso tante cose associandole tutti insieme mi
permettono di poter dire anchio la mia.Se il concetto non
è stato chiarissimo è perché è stato intenso nellottica
burocratica.Comunque io faccio sviluppo sostenibile come quella
che decisero a Rio de Janeiro nel 1992;si disse una cosa
difficile aggiungo ma non impossibile:lungi dallessere
critico in senso negativo verso i titolati del settore,credo che
sarebbe opportuno approfondire il discorso con personalità
competenti ai problemi culturalmente ed economicamente la nostra
bella e unica città di Taranto.