PROBLEMA

ACCENNI….IL BUCO NEL MARE

PREMESSA

Tu che leggi,saprai certamente che fare il buco nell’acqua è sinonimo e opinione di tutti che significa:hai fatto fiasco,cilecca, in poche parole non hai concluso niente.Io faccio maricoltura e di conseguenza faccio buche nel mare ma questo non vuol dire che faccio fiasco o cilecca o magari la fatica di Sisifo(condannato dagli dei a fare rotolare un macigno a valle dopo averlo issato a forza di braccia in cima ad un monte).Se avrai la compiacenza di arrivare alla fine di questo scritto potrai esprimere il tuo personale giudizio.Posso dialogare di mille argomenti ma tutti convergerebbero a l’uno e a Taranto ed è proprio di Taranto che vorrei parlare nello specifico di Mar Piccolo.Esso è stato decantato nei secoli scorsi ed anche in questo secolo si è scritto di lui,ma nessuno ha mosso un dito in suo favore.Chi lo ha fatto ha sicuramente alterato il suo delicato equilibrio(e sono stati in tanti)e il risultato quello che io vedo una possibile pattumiera.Posso assicurarvi però che nulla è perduto esso è destinato a rinascere, basta che lo si voglia,io lo voglio) e se anche non lo si volesse,vi riassicuro che rinascerà impiegherò un po’ di tempo in più.Cio che affermo sembrerebbero affermazioni di un folle o semplicemente l’esternazione di un’idea utopica,ma nulla è più realistico e fattibile che ciò che dico,scrivo e affermo.Non ho remora alcuna di confrontarmi con il così detto mondo scientifico,alludo ai titolati di questa(scienza)la maricoltura appunto i così detti biologi marini o di altri esperti di settore, anche perché ho già constatato di persone i loro limiti(CONSIGLIO LORO DI RIPASSARSI L’ANTICA MEDICINA DI IPPOCRATE).Ritornando a Mar Piccolo ho sottomano due libri che ne parlano:uno è intitolato Mar Piccolo di Michele Pastore,l’altro dal titolo studio ambientale per il recupero produttivo del Mar Piccolo sponsorizzato dalla ICR Mare Istituto Cooperativo Ricerca Mare.Il primo evidenzia le specie che esistevano negli anni scorsi in Mar Piccolo oltre alle sue caratteristiche peculiari e altro ancora,l’altro ne evidenzia l’attività fitomplantonica, bentonica e la ricchezza intrinseca di Mar Piccolo ma contraddicendosi indirizzando un possibile allevamento di spigole.Dal primo libro non ho nulla da ridire ma dal secondo c’è molto da dire per il momento mi limito a constatare che i soldi che sono stati spesi per il su detto studio non hanno portato a nessuna prospettiva concreta del recupero produttivo limitandosi all’ipotesi di sole spigole e per giunta è una magra emulazione visto che sarebbero alimentati con mangimi artificiali di conseguenza soldi spesi male.Per ironia della sorte ero presente quando ebbe avvio il sudetto studio,programma realizzato con contributo MIPA ex.articolo 20 legge 41/82 quarto piano triennale.Stuzzicato dall’idea della competizione in un campo a me familiare iniziai ad organizzarmi,quello che mi premeva sapere era da dove incominciare.Inizia con l’università che fortuna era a Taranto.Mi presentai dal Dr.Sebastio e dopo non poche mie richieste visitai il laboratorio ,avvenute dopo aver costituitomi in associazione culturale denominata FEMA.(che squallore)Replicai dopo qualche giorno con il Dr.Della Ricca,biologo marino,solo dopo qualche minuto di conversazione capii che anche con costui ciò che proponevo,rimbalzavano contro un muro di gomma conclusi che dovevo fare uno studio personalissimo e per di più in economia visto che sono disoccupato.Occorreva un microscopio,testi che parlavano di pesci e di altro e notizie inerenti ad altre discipline,questo per quanto riguardava la parte teorica,per quanto riguardava la parte pratica occorrevano più cose,prima cosa dovevo conoscere l’oggetto esternamente per poi affrontarlo all’interno.Inizia a fare lunghe passeggiate per tutto il perimetro del secondo seno,cercavo qualcosa ma senza avere l’idea di cosa cercavo.